Tra lavori che avanzano, spazi che prendono forma e una visione che si fa sempre più concreta, entriamo nel cuore del progetto della nuova Tenuta Genevrina insieme a Luca Vogliotti e all’architetto Paolo Dellapiana.
“Ciao, come va il cantiere?”
Ce lo chiedono ovunque.
Alle fiere, tra i filari, durante le degustazioni, persino per caso, in conversazioni nate per parlare d’altro.
È diventata quasi la domanda ufficiale di questi mesi.
E allora abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di rispondere davvero.
Non con un aggiornamento veloce, ma entrando dentro al progetto. Per raccontare non solo a che punto sono i lavori, ma soprattutto che cosa sta nascendo qui, tra le colline del Monferrato.
Perché il nuovo progetto di Tenuta Genevrina non è una semplice ristrutturazione. È un’idea di cantina che prende forma.
Un cantiere che è già trasformazione
Negli ultimi mesi il lavoro si è concentrato su una fase fondamentale: preparare il terreno — in senso letterale e progettuale — a ciò che verrà.
Le demolizioni delle vecchie strutture hanno segnato un passaggio decisivo. Non un azzeramento, ma l’inizio di una trasformazione pensata per dare coerenza a tutto il complesso.
Parte dei materiali è stata selezionata, recuperata, destinata a nuova vita. Una scelta che non riguarda solo la sostenibilità, ma il modo stesso in cui intendiamo costruire: con attenzione e con rispetto.
Intanto nuove volumetrie cominciano a definirsi, e ciò che finora era progetto sta iniziando a diventare spazio.
Si vedono i primi segni di quella che sarà la nuova Tenuta.
Una nuova cantina in Monferrato, pensata per il vino e per l’accoglienza
Parlare di “cantiere” rischia quasi di essere riduttivo.
Perché ciò che sta nascendo non riguarda soltanto una cantina produttiva, ma un luogo capace di unire vino, ospitalità e paesaggio.
Il progetto comprende una nuova cantina ipogea e spazi dedicati all’accoglienza, pensati per dialogare con il territorio e amplificare l’esperienza di chi lo vive.
Non volevamo immaginare semplicemente una struttura nuova.
Volevamo costruire un luogo coerente con il nostro modo di fare vino.
Un luogo che racconti il Monferrato non solo attraverso ciò che si versa in un calice, ma attraverso l’architettura, i materiali, la luce, il rapporto con le colline.
L’architettura come parte del racconto
In questo percorso, il contributo dell’architetto Paolo Dellapiana è parte integrante della visione.
L’idea non è imporre un segno estraneo al paesaggio, ma lavorare perché il progetto si inserisca con naturalezza in questo contesto, dialogando con ciò che già esiste.
Contemporaneo, sì. Ma profondamente radicato.
È un equilibrio delicato: innovare senza rompere il legame con il luogo.
Ed è forse qui che il progetto esprime il suo carattere più autentico.
Più di un avanzamento lavori: una direzione
Quando ci chiedono come sta andando il cantiere, la risposta più onesta è questa: sta prendendo forma una visione.
Ci sono ancora fasi da attraversare, scelte da sviluppare, dettagli da costruire.
Ma oggi, in mezzo ai lavori, si intravede già qualcosa di preciso.
Non solo una nuova cantina, ma una nuova casa per Tenuta Genevrina.
E forse è proprio questo il bello di un progetto quando è vivo: che prima di essere finito, comincia già a raccontarsi.
E per entrare ancora più dentro questa visione che prende forma, nel reel su Instagram trovate il racconto diretto di Luca e Paolo Dellapiana: lo trovi QUI.